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NOTIZIE IN BREVE 12/09/2019

Competenze regionali per fanghi di depurazione

  • Il Consiglio di Stato (sentenza 5920/2019) stabilisce che la Regione non ha alcun potere di riparametrare in aumento i valori soglia per le sostanze inquinanti ai fini dell'utilizzo in agricoltura dei fanghi di depurazione (D. Lgs. 152/2006).
  • La pronuncia ha riformato la sentenza 1078/2018 del Tar della Toscana che, ritenendo "sproporzionata" l'applicazione pura e semplice ai fanghi delle concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) stabilite dal Codice ambientale, aveva legittimato una riparametrazione in aumento di tali valori per opera della Regione.
  • Secondo il Consiglio di Stato, l’espressa classificazione dei fanghi come rifiuti implica, oltre al necessario rispetto dei valori limite (D.Lgs 99/1992, “Utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura”), anche la contemporanea applicazione della disciplina in materia di rifiuti; è escluso che tale potere regionale di adattamento possa essere ricondotto all'articolo 6 del Dlgs 99/1992, che affida alle Regioni il compito di stabilire "ulteriori" limiti " più restrittivi, senza spiragli per l'introduzione di previsioni regionali meno stringenti della disciplina nazionale, la quale, in un ambito come quello della tutela dell'ambiente riservato all'esclusiva competenza legislativa statale, deve necessariamente essere uniforme.