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NOTIZIE IN BREVE 10/09/2019

Norma antiabuso e riqualificazione del negozio giuridico

  • L’ardinanza n. 12492/2019 della Corte di Cassazione inquadra come "abuso" un caso di liberazione di aumento di capitale mediante il conferimento di beni immobili, gravati da ipoteca a garanzia del finanziamento erogato al conferente; l'importo deve essere considerato alla stregua di corrispettivo di un'operazione di compravendita dissimulata attraverso il comportamento del contribuente.
  • Il contenzioso nasce da un avviso di accertamento con cui veniva contestata l'IRPEF derivante dalla realizzazione di una plusvalenza attraverso il conferimento in una società di un terreno edificabile, con valore della società calcolata come differenza tra prezzo dell’originario acquisto dell’immobile e importo erogato dopo la concessione del finanziamento bancario.
  • L’Amministrazione ritiene che l’operazione effettivamente posta in essere sia la compravendita del terreno, non un conferimento nella società dell’immobile ipotecato: lo stesso bene infatti sarebbe stato sostanzialmente trasferito a un prezzo d’acquisto corrispondente all’importo del finanziamento.
  • Il contribuente lamentava la mancata risposta dell'Agenzia delle Entrate a specifico quesito in materia. Secondo la Corte, tuttavia, il comportamento del Fisco è stato corretto, a causa della manifesta esclusione della possibilità di applicare la normativa.
  • L’accertamento specifico si basa sul potere dell’Amministrazione Finanziaria di procedere alla riqualificazione di ogni negozio contrattuale, condizionata unicamente all’onere della prova, nel nostro caso correttamente assolto attraverso la descrizione dell’operazione simulata, nonché della sua divergenza rispetto a quella riqualificata e contestata dall’amministrazione Finanziaria.
  • Il mancato versamento delle imposte in relazione al negozio riqualificato integra un’ipotesi di evasione fiscale e non di elusione.