Il D.L. 8.04.2020 (Decreto Liquidità), che prevede diverse misure di garanzia pubblica ai finanziamenti aziendali, ha superato il vaglio UE per gli aiuti di Stato. Con l’avvenuta approvazione del 14.04.2020 ora la palla passa nelle mani degli istituti di credito e del Governo per disporre le procedure e tutti i documenti utili ai fini delle richieste. Ricordiamo che il D.L. Liquidità ha previsto all’art. 1 l’intervento della garanzia pubblica di Sace per la richiesta di finanziamenti fino a 6 anni (con possibilità di preammortamento 24 mesi) per un ammontare non superiore al maggiore tra i 2 importi seguenti:
- 25% del fatturato 2019;
- il doppio dei costi del personale 2019;
- il valore è quello del bilancio consolidato qualora l’impresa appartenga a un gruppo (in questo caso si sommano anche finanziamenti con altre aziende del gruppo).
La garanzia prestata da Sace sarà pari al 90% per le imprese fino a 5.000 dipendenti e fatturato inferiore a € 1,5 miliardi, al 80% per le imprese con fatturato tra 1,5 e 5 miliardi o con più 5.000 dipendenti e al 70% per le imprese con fatturato superiore a 5 miliardi. Le commissioni di garanzia calcolate sull’importo del finanziamento sono per le PMI pari allo 0,25% per il 1° anno, 0,5% per il 2° e 3° anno e 1% per 4°, 5° e 6° anno; per le grandi imprese, pari allo 0,5% nel 1° anno, 1% per il 2° e 3° anno e 2% per 4°, 5° e 6° anno. L’impresa deve prendersi l’impegno a non distribuire dividendi o riacquistare azioni nel corso del 2020 e a gestire (garantire?) livelli occupazionali tramite accordi sindacali. La procedura per le imprese fino a 5.000 dipendenti prevede un’istruttoria solo dell’istituto di credito.
L’art. 13 del Decreto invece ha potenziato il Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, estendendo la possibilità di accesso anche alle grandi imprese fino a 499 dipendenti. La garanzia è gratuita fino a un massimo di € 5 milioni e la percentuale di copertura è pari al 90% dell'ammontare di ciascuna operazione di finanziamento fino a 72 mesi. L’importo del finanziamento non può superare alternativamente:
- il doppio della spesa salariale annua 2019 o ultimo documento disponibile;
- il 25% del fatturato 2019;
- il fabbisogno per costi di esercizio o di investimento per prossimi 18 mesi per PMI o 12 mesi per grandi imprese fino a 499 dipendenti (autocertificazione del fabbisogno).
Per soggetti con fatturato non superiore a € 3,2 milioni, la garanzia può essere cumulata con un’ulteriore garanzia concessa da Confidi, a valere su risorse private, sino alla copertura del 100% del finanziamento concesso e sempre per operazioni fino al 25% del fatturato del soggetto richiedente/beneficiario.
Per le PMI e le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, è prevista una garanzia al 100% per nuovi finanziamenti, con rimborso a partire non prima di 24 mesi dall’erogazione e durata fino a 72 mesi, per un importo non superiore al 25% dei ricavi come da ultimo bilancio depositato o ultima dichiarazione fiscale e per massimo € 25.000. Per i soggetti costituti dopo il 1.01.2019, il valore massimo di € 25.000 è su base di idonea autocertificazione. L’intervento del Fondo è concesso automaticamente senza valutazione.
Governo e banche dovranno ora in tempi rapidissimi predisporre modulistiche e definire procedure. E’ chiaro che queste nuove misure hanno deluso imprenditori di tutti i settori, titolari di negozi o attività chiuse da oltre un mese e senza chiare prospettive su come e quando potranno ripartire. L'ideale sarebbe stato un contributo a fondo perduto sugli affitti o sulle utenze di questi mesi, mentre la richiesta di un nuovo finanziamento è vista con timore da alcuni, con rabbia da altri, come una grande beffa.
