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Gestione d'impresa 05 Aprile 2023

A che punto siamo con la direttiva nitrati?

Per la terza volta, la Commissione Europea ha invitato il nostro Paese a proteggere meglio la popolazione e gli ecosistemi dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti dall’agricoltura.

Nel mese di febbraio i servizi comunitari, tramite parere motivato, hanno evidenziato il mancato rispetto della direttiva con la conseguente richiesta di conformarsi al diritto dell’Unione, assegnando una scadenza temporale entro la quale lo Stato membro deve provvedere, con l’adozione di misure esecutive. Infatti, va ricordato che, in mancanza di risposte convincenti e di persistenza della non conformità, la Commissione può decidere di rivolgersi alla Corte di giustizia e aprire formalmente un contenzioso legale. Come noto, la direttiva nitrati richiede una serie di controlli: monitoraggio delle acque per individuare quelle eventualmente inquinate da nitrati di origine agricola e quelle interessate dal fenomeno dell’eutrofizzazione; designazione delle zone vulnerabili ai nitrati; istituzione di adeguati programmi di azione per prevenire e ridurre l’inquinamento. È importante sottolineare che, dal 2018, anno della prima contestazione, le autorità italiane hanno compiuto importanti passi in avanti, considerati tuttavia insufficienti dalla Commissione che ha così constatato la necessità di adottare ulteriori misure per affrontare i problemi. Da qui la decisione di inviare, nel mese di dicembre 2020, una lettera complementare di costituzione in mora. A distanza di oltre 2 anni, alcune carenze sono state risolte, ma permangono forti preoccupazioni riguardo ad altre violazioni in diverse Regioni...

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