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Imposte e tasse 17 Gennaio 2019

Abuso del diritto in cerca di chiarezza


L'art. 10-bis legge 212/2000 è stato introdotto con lo scopo di eliminare le difficoltà interpretative sorte durante il periodo di vigenza del vecchio art. 37-bis D.P.R. 600/1973. La norma disponeva che fossero inopponibili all'Amministrazione Finanziaria gli atti posti in essere dal contribuente privi di valide ragioni economiche, diretti ad aggirare obblighi o divieti previsti dall'ordinamento tributario e ad ottenere riduzioni di imposte o rimborsi altrimenti indebiti. Il nuovo impianto normativo tende a superare la vecchia definizione di abuso, prevalentemente fondata sull'assenza di valide ragioni economiche, introducendo un concetto che sposta l'accento sulla realizzazione di un vantaggio fiscale indebito. Quindi, secondo l'attuale impostazione, per considerare abusiva una determinata operazione, è necessaria la presenza contemporanea di 2 elementi: la realizzazione di un vantaggio fiscale indebito e l'assenza di sostanza economica. L'esistenza di profili di abuso del diritto non può essere desunta solo dalla scelta del regime fiscale più conveniente, quando è lo stesso ordinamento a consentire al contribuente di raggiungere un determinato risultato con diversi percorsi. La nuova norma, di natura interpretativa, si applica anche agli atti posti in essere in vigenza della vecchia norma, ma contestati successivamente in vigenza del nuovo art. 10-bis. Recentemente Assonime, con la circolare...

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