RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 24 Dicembre 2018

Accertamento sui costi intercompany nel consolidato fiscale


La sentenza 2486/2018 della CTR lombarda ci porta a riflettere su una questione controversa che oppone Fisco e contribuenti. Si tratta dell’applicazione del principio di inerenza nei rapporti tra società italiane appartenenti allo stesso Gruppo e tutte le parti dello stesso consolidato fiscale. A tal riguardo si potrebbe forse pensare che il tema non dovrebbe neanche porsi, visto che le società appartenenti al consolidato fiscale determinano un’unica base imponibile. Ragionamento evidentemente troppo semplice, visto che nel nostro ordinamento ciascuna società mantiene la propria soggettività tributaria e che, comunque, la giurisprudenza non si è consolidata e la dottrina oscilla. Della questione si è occupata, tra l’altro, la CTP di Reggio Emilia nella datata decisione 45/4/2010. La Commissione emiliana aveva censurato la rettifica d'ufficio, evidenziando che uno stesso flusso reddituale non può essere tassato verso un primo soggetto ma non dedotto dall’altro, a maggior ragione laddove entrambi i soggetti partecipino al medesimo consolidato fiscale. Per tale ragione, la rettifica operata nei confronti di una società dovrebbe accompagnarsi a una rettifica di segno contrario nei confronti dell’altra società. Altrimenti ci sarebbe una violazione del principio di doppia imposizione. Tale principio, codificato nell’art. 163 TUIR, vieterebbe che l’imposta fosse applicata...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.