Può sembrare un ossimoro, ma l’uso della carta rende “sostenibile” tempistiche insostenibili e l’uso dei registri sezionali rende la gestione più semplice.
A dispetto di termini da esterometro difficili da rispettare, in un precedente contributo (Ratio quotidiano del 24.05.2023) abbiamo evidenziato come, per i soggetti in liquidazione trimestrale per opzione, si possa dilatare l’annotazione della posta a debito degli acquisti in reverse charge fino alla fine del mese successivo al trimestre di riferimento (art. 7, c. 3-bis, D.P.R. 542/1999) e far figurare tempestivo, per vie analogiche, l’adempimento Iva nonostante la trasmissione tardiva del flusso all’Agenzia delle Entrate.
Ultima spiaggia, la scadenza LiPe. Fermo restando che per i mensili i termini di annotazione rimangano il 15 del mese successivo con imputazione al mese precedente (art. 23 D.P.R. 633/1972), approcci “sotto traccia” sono di fatto praticabili per tutti i contribuenti fino al termine di trasmissione della comunicazione laddove l’acquisto in reverse non sia accompagnato da limitazioni alla detrazione da cui scaturisce l’obbligo di versamento dell’Iva.
Protocollazione acquisti. Ricordiamo che, con il D.L. 119/2018, è stato riscritto l’art. 25 D.P.R. 633/1972 eliminando l’obbligo di protocollare gli acquisti in ordine di arrivo delle fatture passive. Al di là di una protocollazione generata dai software, l’art. 25 pretende semplicemente l’annotazione “anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa...