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Consulenza aziendale, commerciale e marketing 06 Ottobre 2026

Addio alla solita password, come blindare lo studio

I furti di credenziali minacciano la riservatezza degli studi professionali. Tra autenticazione a più fattori (MFA) e passkey, esistono soluzioni efficaci per proteggere gli account senza costringere i collaboratori a usare lo smartphone personale.

Negli ultimi mesi gli attacchi informatici hanno cambiato radicalmente bersaglio: non servono più manovre complesse per infiltrarsi nella rete di un’attività, basta una password intercettata. La minaccia più diffusa oggi prende la forma dei cd. infostealer, piccoli programmi malevoli progettati per un unico scopo: saccheggiare in pochi istanti tutte le credenziali memorizzate all’interno dei browser web.L’abitudine, apparentemente innocua e diffusissima, di salvare le parole d’accesso in Chrome o Edge trasforma il computer in un archivio aperto a chiunque sappia dove cercare. Con un solo set di credenziali rubate, chi attacca può muoversi indisturbato nella posta elettronica, nei documenti condivisi e nei software gestionali collegati al cloud di Microsoft 365, mettendo a repentaglio il segreto professionale, la riservatezza dei clienti e la continuità del lavoro.Microsoft 365 include già, nella maggior parte dei piani, 2 strumenti capaci di ridurre drasticamente questo rischio senza appesantire l’operatività quotidiana:- il primo è l’autenticazione a più fattori (MFA): oltre alla classica password, il sistema richiede una seconda conferma, solitamente tramite una notifica o un codice temporaneo generato su un’applicazione per smartphone. Anche nell’ipotesi in cui la password finisca nelle mani sbagliate, da sola diventa del tutto inutile per completare l’accesso. È la misura minima indispensabile da applicare immediatamente all’account...

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