RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 07 Giugno 2019

Addio ricevute fiscali, benvenuta fattura elettronica semplificata


Forse ai più di poco interesse, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.M. Economia 10.05.2019, oggi è possibile emettere fatture elettroniche semplificate (ex art. 21-bis D.P.R. 633/1972) per importi fino a 400,00 euro. Come già ribadito dalla circolare 28.06.2014, n. 18/E (parte 2, punto 2), nella compilazione dei dati anagrafici relativi al cessionario/committente è possibile riportare solo la sua partita IVA o il codice fiscale. Già con l'avvento dell'obbligo generalizzato di fattura elettronica ciò avrebbe consentito l'emissione “agevole” di fatture soprattutto a quei soggetti che hanno almeno due esigenze da soddisfare: emettere velocemente le fatture per picchi di lavoro concentrati in poche ore durante la giornata e acquisire facilmente i dati anagrafici dei clienti soprattutto occasionali (ne sono un esempio i bar, trattorie, ristoranti). Esigenza questa suggerita già un paio d'anni fa durante le riunioni del Forum Italiano fatturazione elettronica istituito presso l'Agenzia del Entrate. Oggi, con l'imminente avvio dell'obbligo di trasmissione telematica giornaliera dei corrispettivi, salvo esoneri particolari ma di sicura valenza temporanea, i soggetti che oggi emettono ricevute fiscali (per esempio, tutto il comparto delle imprese individuali artigiane e non solo: si veda l'art. 22 D.P.R. 633/1972) dovranno decidere se investire un po' del loro denaro per...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.