L’AIDC di Milano ha presentato una denuncia alla Commissione Europea per presunta incompatibilità della legge italiana con il diritto UE in relazione agli obblighi sul monitoraggio fiscale.
Illegittimità comunitaria della disciplina sugli obblighi di dichiarazione annuale per gli investimenti e le attività detenute all’estero. Così reca il titolo del documento presentato alla Commissione Europea dall’Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili di Milano, a dicembre 2019.
Nonostante alcune semplificazioni avvenute negli ultimi anni nella compilazione del quadro RW, in particolare l’abolizione della parte relativa alla dichiarazione dei trasferimenti da e verso l’estero, siamo ancora lontani da un adempimento agevole. La normativa nazionale, secondo AIDC, è idonea a dissuadere gli investimenti.
La Commissione per l’esame e la compatibilità di leggi e prassi tributarie italiane con il diritto dell’Unione Europea, con la denuncia 12.12.2019, n. 14, ha evidenziato che la complessità, rispetto alle esigenze di accertamento dei redditi prodotti all’estero, degli obblighi di dichiarazione nel quadro RW costituisce violazione del principio di libera circolazione dei capitali di cui all’art. 63, par, 1, del TFUE. La norma richiamata dispone infatti che “Nell'ambito delle disposizioni previste dal presente capo sono vietate tutte le restrizioni ai movimenti di capitali tra Stati membri, nonché tra Stati membri e paesi terzi”. Secondo costante giurisprudenza della Corte di Giustizia UE, le misure vietate dall’art. 63, in quanto...