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Imposte e tasse 15 Marzo 2022

Affrancamento al netto dell'imposta sostitutiva

L’affrancamento della riserva di rivalutazione comporta il pagamento dell’imposta del 10% sull’importo della riserva al netto dell’imposta sostitutiva del 3% sulla rivalutazione o sul riallineamento.

In vigenza di precedenti rivalutazioni, l’Agenzia delle Entrate aveva ripetutamente sostenuto che l’opzione per l’affrancamento della riserva di rivalutazione comportava il pagamento dell’imposta sostitutiva del 10% su una base imponibile assunto al lordo dell’imposta sulla rivalutazione o sul riallineamento (circolari nn. 14/E/2017, 13/E/2014 e 18/E/2006). In altre parole, la riserva di rivalutazione veniva ad essere tassata, in caso di affrancamento, per un valore superiore a quello risultante dal bilancio per ragioni di simmetria rispetto al caso della distribuzione della riserva non affrancata. La posizione dell’Agenzia non è mai risultata convincente e, infatti, la questione è stata portata più volte all’attenzione del giudice tributario. I contribuenti hanno sostenuto che il valore imponibile cui applicare l’imposta a titolo di affrancamento della riserva non potesse superare l’importo contabile della riserva iscritta. Su questo aspetto si è formata una posizione giurisprudenziale granitica favorevole al contribuente, costringendo l’Amministrazione Finanziaria con la recente circolare 6/E, par. 4.7 a prenderne atto. La Corte Suprema di Cassazione si è, infatti, espressa con l’ordinanza n. 9509/2018 e con le sentenze nn. 32204/2019, 11326/2020 e 19772/2020. Pertanto, la base imponibile dell’imposta sostitutiva dovuta per l’affrancamento della riserva da...

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