Agente senza eterodirezione non può riqualificarsi come “dipendente”
La riqualificazione del contratto d’agenzia in rapporto di lavoro subordinato è nullo se l’Ufficio non offre elementi fondanti la ricostruzione lavoristica (Corte di giustizia tributaria di primo grado di Ravenna, sent. 7.11.2022, n. 391).
Vicenda processuale - Un agente di commercio aveva sottoscritto, nell’anno 2017, con una concessionaria di automobili un contratto avente per oggetto la promozione di contratti di acquisto con la clientela.
Nell’ambito degli accordi veniva pattuito che l’agente poteva disporre, all’interno del salone automobilistico e previa la corresponsione di un canone, di una postazione fissa.
L’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, a seguito di verifica ispettiva della Guardia di Finanza, emetteva avviso di accertamento per l’anno 2015, rettificando il reddito dichiarato.
In funzione della riqualificazione dei compensi da reddito di impresa a reddito da lavoro dipendente scaturiva un aggravio in termini di maggiore Irpef e addizionali, oltre alla componente sanzionatoria e interessi.
Il contribuente proponeva rituale ricorso alla competente Commissione di merito provinciale di Ravenna, richiedendo ai Giudici l’annullamento dell’avviso di accertamento.
Nel merito veniva dedotto che la ricostruzione fattuale operata dall’Amministrazione Finanziaria si basava essenzialmente sulla disponibilità da parte dell’agente di una postazione fissa presente nei locali della concessionaria che rappresentava, secondo i verificatori, elemento idoneo a presupporre il rispetto di un orario di lavoro e presumere, di conseguenza, la sussistenza di eterodirezione.
Motivi della decisione - La prima sezione della Corte di...