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Consulenza aziendale, commerciale e marketing 15 Gennaio 2026

Agenti AI come junior dello studio: la delega intelligente

L'intelligenza artificiale sta ridisegnando gli studi professionali italiani con la rapidità di un'onda di sistema.

Secondo la ricerca "Future Ready Accountant 2025" della Fondazione Nazionale Commercialisti, il 34% dei professionisti utilizza già strumenti AI, ma la vera rivoluzione è dietro l'angolo: entro 3 anni, questa percentuale salirà al 71,9%. Una trasformazione che impone di ripensare l'organizzazione dello studio secondo logiche ibride uomo-macchina.Gli agenti AI si stanno configurando come veri e propri "junior digitali": assistenti instancabili capaci di processare normativa, redigere bozze contabili, analizzare documenti fiscali e monitorare scadenze. La metafora del "collaboratore junior" non è casuale: proprio come un praticante neolaureato, l'AI eccelle nelle attività ripetitive e nell'elaborazione di grandi volumi di dati, ma necessita di supervisione costante per interpretare il contesto e garantire accuratezza professionale.Il Cndcec, nella terza guida operativa "L'aiuto intelligente al Commercialista" (ottobre 2025), sottolinea che l'AI deve essere "uno strumento di supporto che rafforza le competenze e l'efficienza dei professionisti", mai un sostituto della capacità di giudizio umana. È la stessa filosofia che ispira la gestione dei praticanti: delega delle mansioni esecutive, ma regia intellettuale sempre nelle mani del professionista senior.La L. 132/2025, entrata in vigore il 10.10.2025, traccia perimetri deontologici netti. L'art. 13 stabilisce che l'AI può essere utilizzata "solo per attività di supporto e di natura strumentale", mai per decisioni...

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