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Imposte e tasse 15 Ottobre 2020

Agevolazione Imu per coniugi residenti in Comuni diversi

Tabula rasa della Corte di Cassazione, in netto contrasto con l'interpretazione fornita dal MEF (circolare n. 3/DF/2012): nessuno dei 2 immobili sarebbe abitazione principale.

Strada aperta al recupero dell'Imu non pagata dai coniugi residenti in Comuni diversi. Questa è ormai la via maestra tracciata dalla Cassazione nel caso di nuclei familiari disgiunti che invocano l'esenzione spettante agli immobili destinati ad abitazione principale. Il problema è radicato sin dall'anno 2012 quando il MEF, con la circolare n. 3/DF, a proposito di abitazione principale, forniva un'interpretazione che, sulla base del testo normativo, confermava la possibilità per i coniugi, che avessero stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati all'interno del territorio comunale, di invocare il trattamento agevolato previsto per l'abitazione principale limitatamente a un solo immobile. Lo scopo della norma era quello di evitare comportamenti elusivi. La circolare, tuttavia, affermava che il legislatore non aveva previsto alcuna limitazione nel caso di immobili destinati ad abitazione principale situati in Comuni diversi, dal momento che in tal caso l'ipotesi del rischio di elusione era bilanciata da effettive necessità (per esempio, esigenze lavorative). Da tale interpretazione si doveva perciò desumere che i coniugi che avessero stabilito la residenza anagrafica (e la dimora abituale) in immobili di proprietà ubicati in Comuni diversi, potessero invocare il beneficio previsto per l'agevolazione principale per entrambi gli immobili. È ormai nota la...

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