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Gestione d'impresa 20 Settembre 2019

Aggregazione studi di commercialisti come rimedio alla crisi


All'inizio di agosto il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno presentato il documento “Il processo di aggregazione e la digitalizzazione negli studi professionali”, nel quale viene illustrata preliminarmente la situazione reddituale degli studi professionali risultante dai dati della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Dottori Commercialisti, da cui emerge una significativa maggiore redditività degli studi associati e delle società tra professionisti (“STP”) rispetto agli studi individuali. Secondo tali dati, i professionisti che esercitano in forma associata o societaria hanno un reddito medio di € 125.000 e un fatturato di € 245.000, contro, rispettivamente, € 49.000 e € 80.000 dei soggetti che esercitano in forma individuale. Una ricerca condotta nel luglio 2018 dalla Fondazione riporta che il 61% degli studi è monotitolare, cioè individuale puro, mentre solo l'1.2% ha più di 10 titolari o contitolari. La “voglia di autonomia” e la conseguente scarsa propensione all'aggregazione non sono esclusive dei dottori commercialisti, ma comuni a tutto il mondo delle libere professioni: nelle professioni ordinistiche, gli studi individuali sono pari al 75%, contro il 13% e l'11% , rispettivamente, degli studi associati e delle STP e riflettono frequentemente i timori del confronto...

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