Il 5G è lo standard di quinta generazione pensato per la comunicazione tra dispositivi mobili, in grado di garantire velocità estremamente elevate sia in fase di upload che di download, consentendo inoltre di interfacciarsi con i dispositivi IoT. Questa speciale connessione è stata messa a punto dalle associazioni facenti parte della Next Generation Mobile Networks Alliance, che racchiude in un unico gruppo istituti di ricerca, produttori, operatori e venditori impegnati nel campo della telefonia mobile. L'avvento di queste nuove tecniche, la cui diffusione è iniziata in questi mesi anche per alcune città italiane (Matera, Bari, L'Aquila, Prato e Milano) porterà prestazioni di gran lunga superiori, in particolare per il numero di dispositivi che una singola “cella” (ossia la singola antenna dell'operatore) può servire.
I settori economici più interessati a questa rivoluzione saranno quelli caratterizzati da una produttività e un'informatizzazione relativamente bassa, che potranno trarre quindi grandi benefici da questo salto tecnologico.
In particolare, il settore agricolo vedrà la nascita dello Smart Farming: con questo termine ci si riferisce all'implementazione su larga scala di reti di sensori dislocati direttamente sui campi, sulle piante, che permetteranno la raccolta e l'elaborazione di dati tecnici quali umidità, temperatura, concentrazione di elementi chimici nel terreno, intensità e direzione del vento, precipitazioni, ecc. Tali dati potranno poi essere elaborati da sistemi di supporto alle decisioni che, a seguito di opportune analisi, permetteranno di effettuare interventi mirati, anche in modo robotizzato.
La tecnologia interesserà anche le attrezzature usate nel comparto, per esempio, i trattori. Se fossero equipaggiati con soluzioni avanzate di connettività, potrebbero trasmettere in tempo reale agli operatori i dati raccolti durante il lavoro fino ad arrivare, progressivamente, alla guida autonoma con livelli di sicurezza elevati, garantiti dall'elaborazione live in cloud delle informazioni.
Dunque, una sfida allettante e complessa allo stesso tempo, possibile se affiancata a una trasformazione culturale e generazionale. L'agricoltura e l'allevamento sono, infatti, vissuti da secoli come attività in cui l'agricoltore o l'allevatore in prima persona, grazie alle proprie competenze e agli strumenti a disposizione, raggiungono determinati risultati. Allevatori e agricoltori si dovranno quindi convincere ad aumentare il tasso di utilizzo della tecnologia e d'altra parte, i produttori di tecnologie dovranno evitare di mettere l'agricoltore nella posizione di fruitore di servizi sui quali non ha controllo, cercando, per esempio, di semplificare l'utilizzo dei prodotti e offrire la necessaria formazione.
