Anche la multifunzionalità dell'azienda agricola si trova a fare i conti con le misure legate all'emergenza Covid, nonostante l'attività primaria, per la sua natura, non possa mai essere sospesa. Tra fattoria didattica, attività di reinserimento, accoglienza di bambini in età prescolare e altri casi particolari.
Anche le aziende agricole, nel momento in cui svolgono alcune delle attività connesse di cui all'art. 2135, c. 3 C.C., si trovano a fare i conti con le restrizioni imposte dai vari DPCM, ultimo quello datato 3.11.2020, alla stregua delle attività commerciali: per esempio, l'attività agrituristica di somministrazione deve rispettare le stesse restrizioni di bar e ristoranti. Discorso diverso, chiaramente, è quello legato alle attività agricole principali di coltivazione e allevamento di animali, che per natura non possono essere sospese, così come non sono sospese quelle legate alla trasformazione dei prodotti agricoli.
Tra le attività connesse sono ricomprese anche le seguenti, ai sensi dell'art. 2, c. 3 L. 141/2015 che ha introdotto il concetto di “agricoltura sociale”, ovviamente se esercitate dal medesimo imprenditore agricolo che svolge l'attività principale:
• prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali mediante l'utilizzo delle risorse materiali e immateriali dell'agricoltura per promuovere, accompagnare e realizzare azioni volte allo sviluppo di abilità e di capacità, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili per la vita quotidiana;
• prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative finalizzate a migliorare le condizioni di salute e le...