La L. 18.08.2015, n. 141 introduce nel nostro ordinamento l'agricoltura sociale. L'istituto mira a riunificare bisogni, identità, tutele e istanze di libertà per tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro più o meno elevate abilità. Si annoverano tra le principali finalità lo sviluppo di servizi sociali, educativi, socio-sanitari e di interventi di inserimento socio-lavorativo, per facilitare l'accesso alle prestazioni essenziali da garantire ai singoli, alle famiglie, alle comunità locali in tutto il territorio nazionale. In questo, si ritrova il valore del lavoro non solo come fonte di reddito individuale, ma anche come elemento fondante di una società più giusta, più coesa e sostenibile.
Dal punto di vista soggettivo, le prestazioni sociali possono essere esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all'art. 2135 C.C. e dalle cooperative sociali di cui alla L. 381/1991 e possono essere identificate in 3 diverse categorie:
- servizi ricreativi per l'istruzione e la famiglia;
- servizi socio-sanitari;
- servizi volti all'inclusione di soggetti con disabilità e svantaggiati.
L'art. 2, c. 1, L. 141/2015 elenca 4 tipologie di attività ricomprese nell'agricoltura sociale, ossia:
- inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità, di lavoratori svantaggiati e di minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno...