RICERCA ARTICOLI
Imposte e tasse 26 Luglio 2019

AIRE, la tardività dell'iscrizione imputabile al consolato


L'Agenzia delle Entrate torna sul tema dell'iscrizione all'AIRE, da ultimo con la risposta all'interpello 18.07.2019, n. 270. Si ricorda che, ai sensi dell'art. 2, c. 2 del Tuir, sono fiscalmente residenti in Italia le persone che per la maggior parte del periodo d'imposta (183 giorni) sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza. Il caso esposto nell'interpello era il seguente: un soggetto con doppia cittadinanza perché nato in Gran Bretagna da genitori italiani, nel 2006 ha ottenuto la residenza in Italia per motivi di lavoro. Il 18.01.2018 presenta richiesta di iscrizione all'AIRE al Consolato Generale d'Italia a Londra perché dal 22.01.2018 inizia a lavorare presso il Regno Unito. L'istante già da ottobre 2017 non ha più in Italia rapporti di lavoro e chiede di essere considerato per tutto il 2018 residente fiscalmente solo nel Regno Unito poiché in tale luogo ha il proprio centro degli interessi vitali, ossia le relazioni personali (i genitori) ed economiche (il lavoro) più strette. Il problema sorge perché l'iscrizione all'AIRE, nonché cancellazione dall'anagrafe della popolazione residente, nonostante fosse stata presentata dal contribuente il 18.01.2018, si è perfezionata il 4.07.2018, con quasi 6 mesi di ritardo, integrando così il primo dei requisiti che identificano...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.