Il testo riflette sugli effetti del cambiamento climatico: nuove coltivazioni, specie aliene nel Mediterraneo, crisi idrica, trasformazioni economiche e povertà climatica, mostrano come il caldo generi costi sociali spesso ignorati.
Sono abituato a vedere le coltivazioni di mango, di avocado, di ananas. Le abbiamo introdotte nella Comunità di Santa Rita in Brasile, nello Stato del Maranhao, con la Fondazione Senza Frontiere. Frutti locali, adatti a un clima caldo, che danno buoni risultati.Molte aziende agricole in Sicilia hanno già sviluppato quelle coltivazioni e da un po’ di tempo ne sento parlare anche qui in pianura padana. Solo parole, credo. Ma il mais, il riso, la soia vogliono troppa acqua e di acqua non ce n’è più. Almeno quella che veniva dai monti, con il flusso di un disgelo regolare e incanalata dai molti fiumi. C’è invece l’acqua delle tempeste, delle grandinate, dei torrenti improvvisi che, come guadi, asciugano presto e lasciano danni.Poi ci sono gli alieni, visitatori che dal mar Rosso si sono stabilizzati nel Mediterraneo dove sembrano trovarsi bene: pesce scorpione, pesce palla, pesce coniglio, pesce flauto, pesce balestra ... A parte il primo, gli altri sembrano davvero pesciolini buffi, almeno dai nomi, ma stanno arrecando gravi danni all’ecosistema marino e a volte anche all’uomo. Sì, lo so, d’estate fa caldo e d’inverno fa freddo. Ma questi ospiti inattesi forse ci dicono che non è questione di una o due stagioni, ma che il negazionismo sul cambiamento climatico rischia di essere più nocivo dei nuovi alieni.Può essere simpatico vedere le nostre campagne differenziarsi nelle coltivazioni e quindi nel paesaggio; tuttavia, gli allevamenti difficilmente...