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Gestione d'impresa 23 Settembre 2020

Alle radici della crisi d'impresa

Per gestire e magari superare l'impasse è necessario individuare in primo luogo le ragioni che hanno generato gli squilibri. Perdite economiche e crisi di liquidità ne costituiscono, infatti, solo i sintomi.

La crisi di impresa purtroppo è diventata un evento ricorrente, del quale occorre tenerne conto come dato strutturale del sistema industriale. La variabilità del costo delle materie prime, dei cambi monetari, l’ingresso dei Paesi emergenti, un'economia mondiale sempre più interconnessa, l’avvento di Internet determinano, infatti, una discontinuità dell’ecosistema capace di condizionarne fortune e crisi improvvise di una impresa. Famosa è la frase di Bill Gates: "Siamo sempre a 18 mesi dal fallimento", riferendosi a Microsoft e alle tempistiche della legislazione di settore negli Usa. La gestione di una crisi richiede una serie di azioni: 1) individuare le cause che l’hanno generata; 2) valutare quanto sia compromessa la situazione economico finanziaria; 3) definire una strategia di risanamento individuando azioni e modalità di intervento. In questo contesto, il primo passo è capire se le cause della crisi siano esterne di settore (quasi tutte le imprese dell’area sono in crisi) o interne soggettive (la crisi è solo dell’impresa). Le crisi di settore sono le peggiori, perché la caduta della redditività è determinata dall’acuirsi delle forze che regolano le tensioni competitive su cui l’impresa non è in grado di incidere: l’introduzione di nuove tecnologie più efficienti, una contrazione della domanda per la modifica...

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