Forse per la prima volta dopo la pandemia, gli organi sociali si trovano ad applicare, a pieno regime e con strumenti apparentemente stabili, le norme civilistiche (in realtà in vigore da marzo 2019) in materia dei c.d. adeguati assetti. È convinzione di tutti, infatti, che se il 2019 è stato l’ultimo esercizio “normale” chiuso dalle aziende seppur in tempi “non normali” (in piena pandemia sconosciuta), il 2020 e il 2021 sono stati esercizi connotati dagli impatti “straordinari della pandemia” e il 2022 è stato un anno di transizione tra uscita dalla pandemia e influenze pervasive della guerra russo-ucraina, dell’inflazione galoppante e dell’entrata in vigore del nuovo Codice della crisi di impresa; a tali fattori deve aggiungersi la circostanza che nella primavera-estate del 2023, per la prima volta, circa 70.000 Srl hanno nominato l’organo di controllo/revisore.
Si entra in questa nuova fase con alcuni documenti interpretativi e dottrinali rilevanti che forniscono la parte tecnico-attuativa della (infelice) cornice normativa del martoriato e già vilipeso D.Lgs. 14/2019.
Cerchiamo ora di riepilogare le fonti tecniche da consultare per trovare il bandolo di questa matassa normativa (è l’immagine che risulta più adatta) nell’ambito di un assodato concetto di scalabilità degli obblighi in relazione a dimensioni sia della società, che delle problematiche connesse alla sua gestione.
Fonte suprema e interpretazione autentica: circolare dell’Ufficio Massimario della Cassazione n. 87 di settembre 2022, quale funzione nomofilattica della Corte ai sensi dell’art. 65 della legge sull’ordinamento giudiziario (R.D. 30.01.1941, n. 12).
Strumenti tecnici a disposizione ex lege: check-list e indicatore (test) previsti dal D.M. 21.03.2023 (sostitutivo del D.M. 28.09.2021), che costituisce (specialmente la check-list) la cartina tornasole del grande divario tra cosa si dovrebbe fare e cosa non si fa in tante PMI.
Interpretazioni imprenditoriali in evoluzione: circolari Assonime nn. 19/2019 e 27/2022.
Ultima interpretazione del Notariato: studio n. 42-I del 2023, che analizza, sotto i suoi diversi profili, la disciplina della decisione, rimessa in via esclusiva agli amministratori della società, circa l’accesso a uno degli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza, che deve risultare da verbale notarile, ex art. 120-bis D.Lgs. 14/2019.
Ultime prese di posizione del Cndcec: prevenire e gestire le difficoltà dell’Impresa - Vademecum per le PMI di luglio 2023; Assetti organizzativi, amministrativi e contabili - Check List operative di luglio 2023 che arrotonda, troppo per eccesso, quanto e cosa dovrebbero fare le aziende (e, di conseguenza, i loro amministratori e sindaci) per adempiere; Assetti organizzativi, amministrativi e contabili: profili civilistici e aziendalistici sempre di luglio 2023.
Norme di comportamento del collegio sindacale delle società non quotate del Cndcec.
Purtroppo la realtà è ben altra: va preso atto da parte di tutti (ma legislatore e giudici non lo hanno finora fatto) che la nostra economia è basata su un’architettura di oltre il 90% di aziende con meno di 10 dipendenti, che funge da motore indotto dell’industria, formata da meno di un 10% di aziende medie o grandi che, dalla pandemia, hanno duramente imparato che delocalizzare non è una soluzione, ma affidare alle professionalità nazionali è più sicuro e qualitativamente non paragonabile. Si dovrebbe, quindi, prendere coscienza che questo motore impiegherà anni a adeguarsi a quanto il nuovo Codice della crisi chiede, cercando di sopravvivere ancora a una stretta creditizia e a un’escalation del costo del denaro che rischia di bloccare proprio quell’attitudine diffusa del piccolo a investire e a migliorarsi.
Il coro di critiche di professionisti che fanno i consulenti d'impresa e i sindaci di società probabilmente non è stato raccolto dai documenti sopra evidenziati, che appaiono più uno sfoggio di un nuovo linguaggio “aulico”, anziché fornire concrete indicazioni operative (realmente interpretative della norma) che possano offrire un utile strumento per chi assiste le PMI. Buon lavoro a tutti!!!
Si entra in questa nuova fase con alcuni documenti interpretativi e dottrinali rilevanti che forniscono la parte tecnico-attuativa della (infelice) cornice normativa del martoriato e già vilipeso D.Lgs. 14/2019.
Cerchiamo ora di riepilogare le fonti tecniche da consultare per trovare il bandolo di questa matassa normativa (è l’immagine che risulta più adatta) nell’ambito di un assodato concetto di scalabilità degli obblighi in relazione a dimensioni sia della società, che delle problematiche connesse alla sua gestione.
Fonte suprema e interpretazione autentica: circolare dell’Ufficio Massimario della Cassazione n. 87 di settembre 2022, quale funzione nomofilattica della Corte ai sensi dell’art. 65 della legge sull’ordinamento giudiziario (R.D. 30.01.1941, n. 12).
Strumenti tecnici a disposizione ex lege: check-list e indicatore (test) previsti dal D.M. 21.03.2023 (sostitutivo del D.M. 28.09.2021), che costituisce (specialmente la check-list) la cartina tornasole del grande divario tra cosa si dovrebbe fare e cosa non si fa in tante PMI.
Interpretazioni imprenditoriali in evoluzione: circolari Assonime nn. 19/2019 e 27/2022.
Ultima interpretazione del Notariato: studio n. 42-I del 2023, che analizza, sotto i suoi diversi profili, la disciplina della decisione, rimessa in via esclusiva agli amministratori della società, circa l’accesso a uno degli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza, che deve risultare da verbale notarile, ex art. 120-bis D.Lgs. 14/2019.
Ultime prese di posizione del Cndcec: prevenire e gestire le difficoltà dell’Impresa - Vademecum per le PMI di luglio 2023; Assetti organizzativi, amministrativi e contabili - Check List operative di luglio 2023 che arrotonda, troppo per eccesso, quanto e cosa dovrebbero fare le aziende (e, di conseguenza, i loro amministratori e sindaci) per adempiere; Assetti organizzativi, amministrativi e contabili: profili civilistici e aziendalistici sempre di luglio 2023.
Norme di comportamento del collegio sindacale delle società non quotate del Cndcec.
Purtroppo la realtà è ben altra: va preso atto da parte di tutti (ma legislatore e giudici non lo hanno finora fatto) che la nostra economia è basata su un’architettura di oltre il 90% di aziende con meno di 10 dipendenti, che funge da motore indotto dell’industria, formata da meno di un 10% di aziende medie o grandi che, dalla pandemia, hanno duramente imparato che delocalizzare non è una soluzione, ma affidare alle professionalità nazionali è più sicuro e qualitativamente non paragonabile. Si dovrebbe, quindi, prendere coscienza che questo motore impiegherà anni a adeguarsi a quanto il nuovo Codice della crisi chiede, cercando di sopravvivere ancora a una stretta creditizia e a un’escalation del costo del denaro che rischia di bloccare proprio quell’attitudine diffusa del piccolo a investire e a migliorarsi.
Il coro di critiche di professionisti che fanno i consulenti d'impresa e i sindaci di società probabilmente non è stato raccolto dai documenti sopra evidenziati, che appaiono più uno sfoggio di un nuovo linguaggio “aulico”, anziché fornire concrete indicazioni operative (realmente interpretative della norma) che possano offrire un utile strumento per chi assiste le PMI. Buon lavoro a tutti!!!
