Il Decreto Milleproroghe risolve definitivamente il rebus della possibile sospensione degli ammortamenti per il periodo d’imposta 2021, eliminando le criticità dell’infelice correzione apportata dalla legge di Bilancio 2022.
L’art. 3, c. 5-quinquiesdecies del Decreto Milleproroghe ha modificato, molto opportunamente, l’art. 60, c. 7-bis D.L. 14.08.2020, n. 104, in materia di differimento degli ammortamenti. In particolare, l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: "in relazione all’evoluzione della situazione economica conseguente alla pandemia di SARS-CoV-2, l’applicazione delle disposizioni del presente comma è estesa all’esercizio successivo a quello di cui al primo periodo". Tradotto dal burocratese, significa che è possibile sospendere gli ammortamenti per il periodo d’imposta 2021 indipendentemente dal comportamento contabile adottato nel 2020.
La predetta modifica è da accogliere con sicuro favore, poiché rimedia alle legittime perplessità di chi aveva osservato che la legge di Bilancio 2022 (art. 1, c. 711), intervenendo, appunto, sull’art. 160 D.L. 104/2020, aveva disposto che “In relazione all'evoluzione della situazione economica conseguente alla pandemia da SARS-CoV-2, tale misura è estesa all'esercizio successivo per i soli soggetti che nell’esercizio di cui al primo periodo non hanno effettuato il 100% dell'ammortamento annuo del costo delle immobilizzazioni materiali e immateriali”.
La perplessità nasceva dal fatto che una rigorosa (ma certamente non azzardata) interpretazione conduceva a conclusioni probabilmente non in linea con la...