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Imposte e tasse 26 Settembre 2018

Archivio dei rapporti finanziari: non si scherza più


Con il provvedimento del 31.08.2018, l'Agenzia delle Entrate ha reso operativo l'utilizzo delle informazioni contenute nell'archivio dei rapporti finanziari. Chi avesse ancora avuto voglia di riderci su, da oggi cambierà decisamente registro. L'imponente mole di dati presenti in quel sottoinsieme dell'Anagrafe tributaria, chiamato archivio dei rapporti finanziari, unita alla loro straordinaria qualità, farà sì che la lotta all'evasione diventi sempre più incisiva. Vediamo il perché. Motore dello strumento è l'art. 7, c. 6 D.P.R. 605/1973, il quale disciplina il contenuto delle comunicazioni che gli operatori finanziari devono effettuare, appunto, all'Anagrafe tributaria. Per semplicità ed esperienza comune, si pensi prevalentemente agli istituti di credito. In seguito alle novità introdotte dal D.L. 201/2011, dati e informazioni da rendere sono diventate decisamente più pregnanti: il numero di accessi alle cassette di sicurezza, per dirne una (elemento in grado di sorreggere accertamenti fondati su presunzioni). Per quanto ora maggiormente ci interessa, a commento del provvedimento in epigrafe, l'Amministrazione Finanziaria avrà modo di conoscere il saldo al 1.01 e al 31.12 dei rapporti di conto corrente, oltre al dato complessivo della liquidità in entrata e in uscita. Per intenderci, totale dare e totale avere. Non sfuggirà a chi legge cosa...

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