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IMPOSTE E TASSE 11/09/2020

Superbonus, interrogativi sul rilascio del visto di conformità

Certificazione obbligatoria per legge quando il contribuente opta per la cessione o per lo sconto in fattura. I professionisti attendono le linee guida per l'adempimento.

Ad oggi resta ancora da capire l'esatto contenuto delle verifiche che i professionisti abilitati al rilascio del visto di conformità, dovranno eseguire prima di apporre la firma sull'apposito modello di comunicazione telematica. Fari puntati anche sul compenso che potrà essere richiesto per tale attività: poiché la parcella farà parte dell'importo agevolabile, nei limiti del tetto massimo di spesa previsto per lo specifico intervento, occorrerà anche stabilirne parametri e congruità in rapporto all'attività svolta.
Ai fini dell'opzione per la cessione o per lo sconto in fattura, come prevede testualmente l'art. 119, c. 11 D.L. 34/2020, il contribuente deve obbligatoriamente richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione. Si tratta di un vero e proprio visto di conformità rilasciato ai sensi dell'art. 35 D.Lgs. 241/1997, dai soggetti indicati nell'art. 3, lett. a) e b) D.P.R. 322/1998. Si tratta, in dettaglio dei seguenti soggetti: iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro; iscritti, alla data del 30.09.1993, nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle CCIAA per la sub-categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria, nonchè dai responsabili dell'assistenza fiscale dei Caf imprese.
In attesa che le categorie professionali predispongano apposite check-list dei controlli ai fini del visto, vediamo in cosa consiste la documentazione da esaminare.
Anche se siamo di fronte a un visto leggero è necessario che il professionista incaricato effettui una specifica valutazione in ordine alla sussistenza dei presupposti soggettivi ed oggettivi che danno diritto alla detrazione fiscale. A tal fine sarà necessario verificare se il soggetto che richiede il superbonus rientri nel perimetro degli aventi diritto e se l'immobile e la tipologia di interventi effettuati sono tra quelli agevolabili.
Una volta effettuate tali verifiche si passerà poi all'esame dei documenti attestanti le spese sostenute per la tipologia di lavori effettuati.
Ciò che conta è che l'esame della documentazione venga svolto dal professionista incaricato solo sotto l'aspetto prettamente formale, limitando il controllo in ordine alla presenza di tutti i documenti richiesti ai fini dell'agevolazione, all'esattezza degli importi e dei calcoli effettuati ai fini della spettanza della detrazione. Non si dovranno effettuare specifici controlli sul merito dei documenti esaminati, ma limitarsi a una verifica preliminare in relazione al rispetto dei requisiti formali e alla loro inerenza rispetto alla tipologia di interventi effettuati.
Saranno le asseverazioni e le attestazioni rilasciate dai professionisti dell'area tecnico-edilizia (ingegneri, periti, ecc.) che dovranno invece entrare nel merito degli interventi effettuati e certificare le opere eseguite, il rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa e la congruità delle spese sostenute.