Economia 15 Novembre 2019

Asili nido e occupazione femminile

Non solo funzioni educative ma anche sociali, economiche e demografiche.

In un recente discorso programmatico, il Presidente del Consiglio dei ministri ha indicato l'incremento degli asili nido quale importante misura per ridurre la povertà e favorire la natalità. Il lodevole proposito dell'attuale Esecutivo contiene un'apparente contraddizione, dal momento che all'inesorabile crollo demografico dovrebbe corrispondere, perlomeno, un aumento dell'offerta dei posti in tale tipo di strutture. Le cose purtroppo non stanno così. Malgrado le culle siano sempre più vuote, in Italia si registra una media di accesso agli asili nido pari al 24% con punte negative dell'8% in Campania. Ciò significa, in pratica, che 3 bambini su 4 non possono fruire di tali strutture. Le ragioni di un simile deficit sono da rinvenire, principalmente, nella politica attuata in questi ultimi anni dai Comuni che, tagliando progressivamente gli investimenti del settore, hanno predisposto rigidi criteri di accesso ai servizi in questione basandoli unicamente su reddito, disabilità, numero dei figli, lavoro dei genitori, ecc. Ne è scaturita una selezione molto dura, in grado di favorire solo famiglie molto svantaggiate e capaci di pagare rette vicino allo zero. Ciò ha determinato un circolo vizioso, dovuto al fatto che l'inevitabile diminuzione degli introiti ha reso praticamente insostenibile il mantenimento dei nidi pubblici, con il conseguente aumento delle gestioni appaltate a soggetti privati,...

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