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Contabilità e bilancio 18 Maggio 2023

Aspetti contabili delle operazioni in valuta

Chi intraprende scambi commerciali con Paesi con diversa valuta nazionale deve mettere in conto che potranno esserci utili o perdite su cambi, se il tasso è variato tra l’emissione della fattura e il momento dell’incasso.

In base all’art. 2425-bis, c. 2 c.c., i ricavi, i proventi, i costi ed oneri relativi ad operazioni in valuta devono essere espressi in base al tasso di cambio corrente alla data nella quale l’operazione è stata compiuta. Ai fini contabili sono rilevanti 2 momenti: quello di registrazione della fattura e quello dell’incasso della fattura. In entrambi i momenti si utilizzano gli ultimi tassi di cambio disponibili ed è possibile che questi differiscano tra di loro, con la conseguenza che è possibile conseguire utili o perdite su cambi. Nel caso in cui il tasso di cambio aumentasse dal giorno di registrazione della vendita al giorno di incasso della fattura, si realizzerebbe una perdita su cambio pari alla differenza tra i 2 importi convertiti in valuta nazionale. Al contrario, se diminuisse, si realizzerebbe un utile pari alla differenza tra i 2 importi convertiti in valuta nazionale. Nel bilancio UE il saldo tra utili e perdite presunti e realizzati su cambi è accolto alla voce C17-bis. In nota integrativa si è soliti distinguere tra i risultati presunti e quelli realizzati (se non irrilevante). Si hanno utili/perdite presunti su cambi quando tra la registrazione della vendita e l’incasso della fattura si frappone la chiusura dell’esercizio. In sede di bilancio, se il saldo del conto utili e perdite presunte su cambi è di segno positivo, gli amministratori dovranno tenere conto nella destinazione...

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