Assegnazione agevolata ai soci e successiva rivendita dell’immobile
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito la ratio della norma agevolativa, ravvisando nell'operazione l’assenza assoluta di intenti elusivi e dell’abuso del diritto.
Salvo proroghe dell’ultima ora (uno slittamento dei termini è stato richiesto dal CNDCEC), il prossimo 30.09.2023 (il 2.10, di fatto) rappresenta la scadenza per procedere, da parte delle società, all’assegnazione o alla cessione agevolata degli immobili ai soci, versando un’imposta sostitutiva ridotta. Ma cosa accadrebbe se un soggetto, beneficiario della norma agevolativa, all’indomani dell’avvenuta assegnazione cedesse l’immobile a terzi? Si realizzerebbe, in tale ipotesi, il temuto abuso del diritto o si ricadrebbe nell’elusione fiscale?
La questione è stata già ben chiarita in passato dall’Agenzia delle Entrate che, con la risoluzione 17.10.2016, n. 93/E, ha analizzato e risolto la questione nel senso che “l’eventuale cessione degli immobili, effettuata dai soci in un momento successivo all’avvenuta assegnazione, è una facoltà che il Legislatore non ha inteso vietare, con la conseguenza che, ad avviso della scrivente, il legittimo risparmio di imposta che deriva dall’operazione non è sindacabile ai sensi dell’art. 10-bis L. 27.07.2000, n. 212”. Il regime agevolativo, secondo l’Agenzia, è finalizzato alla fuoriuscita dalle società di immobili che potenzialmente potrebbero poi essere nuovamente immessi nel mercato, favorendo così la circolazione degli immobili e portando nuova linfa al mercato.
Soffermandosi...