Riproponendo la disciplina già prevista da precedenti normative, la legge di Bilancio 2023 consente di assegnare con fiscalità di favore i beni ai soci; tuttavia, l’operazione può risultare irrealizzabile in assenza di riserve capienti.
L’art. 1, cc. 100-105 L. 29.12.2022, n. 197 riapre la possibilità di assegnare ai soci di S.n.c., S.a.s., S.r.l., S.p.a. e S.a.p.a. i beni detenuti dalle società stesse, con le modalità note agli addetti ai lavori e confermate nel tempo dai documenti di prassi succedutisi sull’argomento (C.M. 21.05.1999, n. 112; circolari Agenzia delle Entrate 1.06.2016, n. 26/E e 16.09.2016, n. 37/E).
In primo luogo, occorre verificare che i soggetti potenzialmente assegnatari siano iscritti nel libro soci al 30.09.2022 (dato desumibile, eventualmente, anche da un idoneo titolo con data certa), oppure che siano tali entro il 30.01.2023, in base ad atto di trasferimento avente data certa anteriore al 1.10.2022.
I beni oggetto di assegnazione, a loro volta, devono presentare specifiche caratteristiche:
essere diversi da quelli strumentali per destinazione (art. 43, c. 2, 1° periodo del Tuir);
non essere utilizzati, all’atto dell’assegnazione, come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa.
Per completezza d’informazione, se trattasi di beni mobili, oltre al non utilizzo come beni strumentali, occorre l’iscrizione nei pubblici registri.
L’agevolazione fiscale consiste nell’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e dell’Irap nella misura dell’8%, calcolata sulla differenza fra il valore catastatale o di mercato dei beni (la scelta è...