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Bandi, agevolazioni, bonus, contributi a fondo perduto 30 Aprile 2026

Assegnazione agevolata: copertura patrimoniale e scelta delle riserve

La natura delle riserve annullate incide sulla tassazione del socio assegnatario ma, per le società in contabilità semplificata, il vincolo di capienza patrimoniale non opera: la ratio è contabile, non sostanziale.

L’assegnazione agevolata di beni ai soci (riproposta dall’art. 1, cc. 35-41 L. 199/2025) impone alla società di annullare riserve contabili (di utili e/o di capitale) in misura pari al valore contabile attribuito al bene in sede di fuoriuscita. Come chiarito dalla circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 37/E/2016, è possibile fruire della disciplina agevolativa soltanto in presenza di riserve disponibili almeno capienti rispetto a tale valore, il che segna una differenza strutturale con l’operazione di cessione agevolata, nella quale l’attivo si permuta da immobile a liquidità senza intaccare il patrimonio netto. Se le riserve libere sono insufficienti, la società assegnante dovrà valutare se affrancare riserve in sospensione d’imposta, versando l’ulteriore sostitutiva del 13%, ovvero ripiegare sulla cessione. La circolare n. 37/E/2016 ha precisato che le riserve in sospensione possono essere utilizzate solo nella misura necessaria, dopo aver esaurito le altre riserve libere. Questo vincolo di capienza, tuttavia, non ha una portata assoluta. Con la risoluzione 27.07.2017, n. 100/E l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la prescrizione relativa alla necessità di riserve disponibili è finalizzata esclusivamente a richiamare il corretto comportamento contabile delle società che devono annullare le riserve rilevate in bilancio e, pertanto, non è applicabile quando i criteri contabili adottati non richiedano tale annullamento. La ratio è chiara: la norma...

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