La legge di Bilancio 2020 (art. 1, c. 632 L. 27.12.2019, n. 160) ha rivoluzionato la disciplina fiscale di riferimento, introducendo 4 scaglioni in base alle emissioni inquinanti.
In materia di flotte aziendali, dopo iniziali tentativi di inasprire la disciplina, che avrebbero procurato un serio contraccolpo al sistema delle relazioni industriali e al mercato dell'auto, l'attenzione del legislatore si è spostata sul tema ambientale. La versione definitiva della norma prevede che il fringe benefit debba essere computato secondo percentuali forfetarie basate sulle emissioni di CO2 del veicolo, da applicare al costo chilometrico di cui alle tabelle ACI moltiplicato convenzionalmente per 15.000 km. Per mitigare l'impatto della norma, l'entrata in vigore è stata differita al 1.07.2020.
Va subito detto, anche alla luce dei chiarimenti resi dal Fisco con la risoluzione 46/E/2020, che la nuova normativa si applica alle auto immatricolate e assegnate dopo il 1.07.2020. La data di immatricolazione è di facile reperimento, mentre per la data di assegnazione il Fisco suggerisce di adottare la data di sottoscrizione delle condizioni d'uso dell'auto, un documento generalmente richiesto al dipendente. Ciò premesso, ferma restando la percorrenza convenzionale di 15.000 km e l'applicazione degli appositi costi chilometrici adottati dall'ACI, dal 1.07.2020 il fringe benefit è calcolato applicando 4 diverse percentuali in luogo di quella del 30% precedente.
La prima percentuale è stata ridotta al 25% che corrisponde a un uso personale forfetario di 3.750 km/annui. Tale percentuale si applica ad...