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Imposte e tasse
24 Novembre 2022
Autodichiarazione aiuti Covid con impatto sulla definizione agevolata?
Intreccio di adempimenti tra la definizione agevolata degli avvisi bonari e l’autodichiarazione aiuti di Stato. La seconda autodichiarazione per la definizione agevolata tardiva si evita se si compila legittimamente la casella “ES”.
L’art. 5, cc. 1-9 D.L. 41/2021 ha previsto che i titolari di partita Iva attiva alla data del 23.03.2021, che hanno subito una riduzione del volume d’affari nel 2020 rispetto al 2019 superiore al 30%, potevano avvalersi di una definizione agevolata degli avvisi bonari relativi al periodo d’imposta 2017 e 2018.
Tale agevolazione è soggetta al rispetto dei limiti e condizioni previsti dal Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato nell’emergenza Covid e rientra nel regime delle misure che possono usufruire delle nuove soglie di cui alle sezioni 3.12 il cui monitoraggio è affidato all’apposita dichiarazione sostitutiva che scadrà entro il 30.11.2022. Trattandosi di una misura prevista dal cosiddetto regime “ombrello”, di essa andrà tenuto conto nella compilazione della autodichiarazione Aiuti di Stato in scadenza.
Tuttavia, potrebbe essere dovuta una seconda autodichiarazione (art. 1 D.M. 11.12.2021) qualora il termine per i pagamenti delle somme dovute a titolo di definizione agevolata scada successivamente al 30.11 (cfr. istruzioni, termini di presentazione).
Il nuovo modello di autodichiarazione, e le relative istruzioni, adottano una semplificazione per evitare questa duplicazione. Infatti, è previsto che, nel caso di pagamenti per definizioni agevolate scadenti dopo il 30.11 è possibile evitare la seconda autodichiarazione. Tale possibilità è riservata ai soli soggetti...