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Società 16 Novembre 2021

Base societaria ristretta ed estromissione del socio

Anche la prova di una grave inimicizia fa sì che possa essere superata la presunzione di distribuzione di utili extra-contabili.

Sempre più spesso l’Amministrazione Finanziaria, durante le verifiche operate nei confronti di società, estende in maniera pressoché automatica ai soci gli effetti pregiudizievoli di una rideterminazione reddituale in capo all’ente, soprattutto quando si tratta di società di capitali strutturate su base familiare o comunque su una ristretta compagine societaria. Si richiedono a tali soggetti le imposte personali stimate sulla rispettiva percentuale di utile d’impresa, ritenuto in via presuntiva distribuito in nero agli stessi soci. L’iter seguito in tale ambito dal Fisco risulta poi rafforzato dal diffuso avallo giurisprudenziale. Ma gli esiti dell’accertamento sono sempre scontati, o residuano margini difensivi per il contribuente? In alcuni casi, ricorrendone i presupposti, diventa essenziale esporre alla valutazione dei giudici gli elementi di fatto, che possono consentire l’accertamento dell'estraneità nella gestione dell’impresa. Ovviamente, la prova di tale evenienza dovrà essere correttamente e compiutamente addotta dal socio che si dichiara estraneo alla conduzione aziendale. Si tratta di una situazione piuttosto diffusa nella ordinarie dinamiche imprenditoriali, ma che può sempre risultare utile per il socio c.d. “escluso” intenzionato a ottenere il superamento della presunzione di distribuzione di utili extra-bilancio, applicata dall’Amministrazione...

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