Le persone inappagate e frustrate sul lavoro sono improduttive e provocano un circolo vizioso di continuo assenteismo e scarso impegno. Viceversa quelle entusiaste collaborano con i colleghi e sono più propositive; di conseguenza, diminuiscono l’alternanza di manodopera e i costi legati ad assenze non pianificate.
In un’epoca in cui gli individui sono spesso scontenti per quanto possiedono, è importante creare un clima favorevole al benessere aziendale. Chiunque accumula difficoltà familiari e professionali nella vita di tutti i giorni. Le imprese possono però offrire e sostenere uno specifico approccio allo “stare bene” volto a garantire l’equilibrio psicofisico e finanziario dei dipendenti. Chi sta completamente bene può sfruttare al meglio le proprie capacità cognitive ed emozionali, ritrovando nuovo successo a livello professionale e all’interno della quotidianità familiare e relazionale. Adottare questo tipo di filosofia può essere anche una valida scelta di comunicazione esterna e di reclutamento di nuovi talenti. Il dipendente dovrebbe poter raggiungere la crescita economica attraverso premi e aumenti di retribuzione, ma anche beneficiare di altre iniziative che coinvolgono tutta la sua sfera personale. La prosperità dovrebbe essere quindi espressione di un appagamento che lo coinvolge interamente.
Ancora oggi, in Italia, la serenità del singolo è un...