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Contabilità e bilancio 15 Settembre 2023

Bilancio integrato: verso una rendicontazione aziendale unificata

Con l’approvazione definitiva della CSRD e del primo set di standard di rendicontazione EFRAG, appare più chiara la strada verso una rendicontazione annuale integrata.

Con la recente approvazione del 1° set degli standard di rendicontazione dell’EFRAG - ESRS, ossia gli European Sustainability Reporting Standard, è possibile avere un quadro più chiaro delle informazioni, dei dati richiesti e della logica integrata che sarà necessario adottare per dare una piena disclosure. Relativamente a questo aspetto, ossia l’integrazione tra le informazioni gestionali, economiche e relative ai fattori ESG, va infatti considerato che la normativa e le prassi di riferimento (oltre ai framework internazionali) richiedono una definizione multilivello ma organica della divulgazione delle informazioni integrate. Sono 2 gli aspetti fondamentali: collocazione informazioni non finanziarie e piano editoriale o narrativo.

Riguardo alla collocazione delle informazioni non finanziarie all’interno del set di documenti di rendicontazione aziendale, la CSRD ne decreta l’inserimento all’interno della relazione sulla gestione, senza tuttavia definire i termini qualitativi e quantitativi di divulgazione rispetto alle indicazioni metodologiche EFRAG. La prassi in questo senso sembra aver trovato una soluzione ottimale attraverso la relazione annuale integrata (o bilancio integrato). Tale approccio, ormai adottato sempre da più soggetti negli ultimi anni, prevede l’inserimento integrale della rendicontazione non finanziaria (DNF o bilancio di sostenibilità) all’interno della relazione sulla gestione in base ai principi dell’Integrated Reporting Framework. Sul punto, l’esperienza maturata permette di avere un solido benchmark (anche per settore) su cui costruire un proprio modello di documento integrato.
Il 2° aspetto, più complesso, è rappresentato dalla costruzione di un piano editoriale o narrativo. È necessario che tale piano sia coerente tra le diverse componenti e che possa efficacemente rappresentare il nesso causa effetto tra sfera gestionale interna e influenza del contesto esterno, e sue potenziali ricadute in termini economico-patrimoniali e impatto ESG. In tal senso, sia EFRAG che gli altri standard o framework di rendicontazione pongono particolare attenzione sulla necessità di descrivere posizionamento, strategie e strumenti di governo e gestione (anche dei rischi) in modo puntuale e strutturato, influenzando, inevitabilmente, la chiave narrativa dell’intero documento. Oltre a dover raccontare meglio alcuni aspetti della vita aziendale, spesso non trattati con molta attenzione, è importante anche considerare la rinnovata attenzione alla verifica e validazione dei dati inseriti e alla loro lettura incrociata. A partire dalla doppia materialità passando poi per la tassonomia UE, infatti, il focus della rendicontazione aziendale sarà sempre di più spostato sulla comprensione del posizionamento economico e industriale e sulle ricadute economico finanziarie dell’azienda rispetto a precisi ambiti ESG.

La sfida della rendicontazione integrata, quindi, al netto di peculiarità tecniche e passaggi formali, risiede nell’allargamento delle chiavi di lettura per misurare e valutare la performance aziendale offrendo una visione olistica e multistakeholder. In tal modo, l’azienda stessa ha la possibilità di valutare il proprio impatto e la propria capacità di generare valore condiviso e duraturo con tutti gli stakeholder, e questi ultimi, quella di misurare l’effettiva performance aziendale rispetto a quanto atteso, comunicato e a quanto fatto da competitor ed equiparabili, orientando scelte di investimento e di propensione all’utilizzo/acquisto. Un nuovo campo di competizione che, come sempre, offre rischi e opportunità.
Lorenzo Liotta