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Imposte e tasse 06 Giugno 2022

Bonus beni immateriali 4.0: quanto conviene?

Il Decreto Aiuti ha previsto il rafforzamento dell’aliquota, per gli investimenti in beni immateriali 4.0 effettuati nel 2022, che passa dal 20% al 50%.

A chi si rivolge - Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale. Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive (art. 9, c. 2, D.Lgs. 8.06.2001, n. 231).
La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Cosa - Sono agevolabili gli investimenti in beni immateriali strumentali nuovi funzionali ai processi di trasformazione 4.0 (Allegato B della L. 11.12.2016, n. 232).
In sintesi, rientrano tra i beni agevolabili:
  • software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni, sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce;
  • software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata;
  • software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio.
Inoltre, si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni ammissibili mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

Aliquota - Per effetto del Decreto Aiuti (art. 21 D.L.17.05.2022, n. 50), per gli investimenti effettuati dal 1.01.2022 al 31.12.2022 - ovvero entro il 30.06.2023, a condizione che, entro il 31.12.2022, il venditore abbia accettato il relativo ordine e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione - l'aliquota del credito di imposta è aumentata dal 20% al 50%, nel limite massimo di costi ammissibili pari a € 1.000.000.

Come si accede - Per i beni tecnologicamente avanzati immateriali, le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli nell’elenco di cui al citato allegato B e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a € 300.000 è sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

Esempio 1 - La società Beta Srl effettua nel 2022 investimenti in beni immateriali strumentali nuovi 4.0 per € 70.000. Il Decreto Aiuti ha previsto l’innalzamento dell’aliquota del credito di imposta dal 20% al 50%. Il credito d’imposta spettante alla Beta Srl è, dunque, pari ad € 35.000,00 (=70.000,00 x 50%), rispetto i 14.000,00 € (=70.000,00 x 20%) della precedente aliquota al 20%. Pertanto, con la nuova aliquota rafforzata, la società ha un maggior beneficio fiscale di € 21.000 (=35.000-14.000), corrispondente al 30% dell’investimento totale.

Esempio 2 - La società Gamma Srl effettua nel 2022 investimenti in beni immateriali strumentali nuovi 4.0 per € 1.300.000. Il decreto Aiuti ha previsto l’innalzamento dell’aliquota del credito di imposta dal 20% al 50% dei costi per investimenti fino ad € 1.000.000. Il credito d’imposta spettante alla Gamma Srl è, quindi, pari ad € 500.000,00 (=1.000.000,00 x 50%), rispetto € 200.000,00 (=1.000.000,00 x 20%) della precedente aliquota del 20%. Pertanto, con la nuova aliquota rafforzata, la società ha un maggior beneficio fiscale di € 300.000 (=500.000-200.000), corrispondente al 23,08% dell’investimento totale.

Si evidenzia che i crediti non concorrono a formare il reddito ai fini Ires e Irap. Per semplicità espositiva non si è tenuto conto del risparmio di imposta derivante da tale detassazione.