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IMPOSTE E TASSE 30/07/2020

Bonus sanificazione, domande al via

Brutte notizie per il credito d'imposta, visto il già annunciato riparto delle somme che potrebbe portare a ottenere solamente poche centinaia di euro.

Nella corsa agli aiuti per sostenere il Paese, il Governo aveva prima varato un credito d'imposta per l'acquisto di DPI e per le spese di sanificazione (art. 64 D.L. 18/2020) che subito dopo ha completamente sostituito e potenziato con l'art. 125 del Decreto Rilancio.
Il bonus è rivolto ad una ampia categoria di soggetti, tra cui enti non commerciali ed ovviamente anche le imprese, senza alcuna differenziazione. Oggetto dell'agevolazione sono le spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.
L'agevolazione spetta per il 60% su un plafond di spesa massimo di 100.000 euro per soggetto. Il beneficio massimo è quindi di 60.000 euro.
La spesa deve, naturalmente, essere rimasta a carico del soggetto richiedente. Non è quindi possibile cumulare le agevolazioni (ad esempio quelle di Invitalia per l'acquisto di DPI) sulle stesse spese.
Il decreto ha trovato completamento con il provvedimento del 10.07.2020 cui è seguita in pari data la circolare 20/E/2020 con le prime indicazioni.
Adesso vogliamo concentrarci sul meccanismo del riparto. Le risorse sono, infatti, limitate ed il provvedimento ha individuato speciali modalità per ripartire la somma a disposizione a favore dell'ampia platea di interessati. Ricordiamo che, rispetto alla norma contenuta nel D.L. 18/2020, si è allargata la platea dei beneficiari, l'oggetto e la misura dell'agevolazione. I fondi a disposizione devono essere spesi tassativamente nel 2020. A tal proposito l'Agenzia ha interpretato il requisito temporale contenuto nella norma agevolatrice alla luce dei principi di competenza applicabili a seconda della tipologia di soggetto richiedente.
Ebbene, il tetto massimo per la misura a carico dell'Erario non dovrà superare i 200 milioni di euro e non potrà essere superato in virtù delle disposizioni contenute nel Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato. Il che ci riporta ad alcune considerazioni.
Anzitutto l'Agenzia delle Entrate ha dovuto concepire un meccanismo di monitoraggio misto della sovvenzione. Il monitoraggio si basa su un modello telematico da presentare entro il 7.09.2020.
Il modello riporterà le spese sostenute fino al mese precedente la domanda e sul preventivo sulle spese da sostenere nella rimanente parte dell'anno. L'idea è di raccogliere i dati, confrontarli con le risorse disponibili e comunicare ai richiedenti la percentuale di riparto. Le spese saranno poi consuntivate nella dichiarazione dei redditi, quadro RU.
La seconda considerazione è che, verosimilmente, la spesa preventivata agirà anche da limite massimo sicché i richiedenti saranno portati a sovrastimare la spesa da sostenere.
Terza e ultima considerazione riguarda il volume di spesa emerso in occasione del click day Invitalia limitato alle spese per DPI sostenute dalle imprese in un ristretto arco temporale. In quella occasione sono giunte (in un minuto) domande per 500 milioni di euro. Considerati la più ampia platea e l'arco temporale ben più ampio non è escluso che il volume di richieste che piomberà sui server dell'Agenzia superi i 2 miliardi.
In tal caso i 200 milioni a disposizione coprirebbero solo il 10% delle richieste. Quindi soldi per tutti ma veramente pochi considerando che, seguendo queste ipotesi, una spesa da 100.000 euro e oltre, in DPI garantirebbe solo 60.000 euro di agevolazione mentre la media dei richiedenti otterrebbe solo qualche centinaio di euro.