Nelle dinamiche del welfare aziendale si assiste con frequenza all’utilizzo di buoni acquisto/regalo multiuso che consentono di acquistare servizi e prodotti il cui importo è deciso da chi fa il regalo e che devono essere spesi presso imprese convenzionate entro un determinato periodo temporale. L’utilizzo di questi buoni ha generato alcuni obblighi sotto il profilo Iva, sia per le imprese che lo erogano, sia per le aziende convenzionate.
Prendiamo spunto dall’interpello 579/2022 dell’Agenzia delle Entrate, che ha trattato l’irrilevanza dell’acquisto dei buoni ai fini della redazione dell’esterometro, per riportare di seguito il loro funzionamento e la relativa disciplina. Il rapporto che nasce dall’utilizzo dei buoni presenta 4 distinte fasi:
transazione commerciale tra emittente del buono e azienda cliente: la cessione effettuata dall’emittente del buono non è rilevante ai fini Iva ai sensi dell’art. 2, c. 3 lett. a), D.P.R. 633/1972 e il pagamento rappresenta un semplice movimento finanziario. Di contro, in presenza di corrispettivi specifici finalizzati all'emissione del buono l’operazione è rilevante ai fini Iva e l’emittente ha l’obbligo di emettere fattura;
rapporto tra azienda cliente e beneficiario del buono: vi è in questo caso una distribuzione gratuita del buono; essa è fuori campo Iva sempre ai sensi dell’art. 2 D.P.R. 633/1972,...