Economia 16 Novembre 2023

Cade il tetto dalle case degli italiani

Confedilizia analizza la situazione degli immobili collabenti, proponendo alcune soluzioni per favorire il rilancio del mercato.

Confedilizia, come accade annualmente, ha comunicato i dati delle cosiddette “unità collabenti”, ossia gli immobili ridotti a ruderi a causa del loro elevato livello di degrado, evidenziando la necessità che la politica rifletta su questi aspetti per adottare soluzioni adeguate. Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate relativi allo stato del patrimonio immobiliare in Italia, nel 2022, il numero di tali immobili, classificati nella categoria catastale F2, è aumentato del 2,7% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, i dati più sconcertanti emergono confrontando i numeri precedenti all’introduzione Imu con quelli successivi all’introduzione dell’imposta patrimoniale sugli immobili. Più nel dettaglio, dal 2011, gli immobili ridotti alla condizione di ruderi sono più che raddoppiati, passando da 278.121 a 610.085, con un incremento del 119,36%. Questa situazione ha evidenti conseguenze sull’intera area in cui tali edifici sono ubicati, determinando un grave problema di degrado, prima urbano e poi sociale (con conseguenti eventuali occupazioni abusive da parte di soggetti senza fissa dimora, ecc.). Si tratta di immobili di proprietà quasi interamente di persone fisiche, che pervengono a condizioni di fatiscenza per il solo trascorrere del tempo o, in molti casi, in conseguenza di atti concreti dei proprietari (ad esempio, con la rimozione del tetto) finalizzati a evitare...

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