Piuttosto egoisti, persino arrabbiati, probabilmente impazienti, hanno acquistato un prodotto o un servizio e per qualche motivo, qualcosa è andato storto. Sono i consumatori che generalmente si rivolgono a un call center. Non vedono la persona con cui parlano, non sono consapevoli di quanti altri agenti si trovano nelle vicinanze del loro interlocutore e non hanno idea se la loro sia la prima telefonata del giorno oppure la quarantunesima. E se anche i fruitori fossero a conoscenza delle difficoltà dell'ambiente con cui entrano in contatto, di certo non se ne preoccuperebbero. Non è un loro problema, non quello per il quale cercano invece una soluzione. Per entrambe le parti in campo, il cliente e l'operatore, c'è solo una domanda da porsi: cosa conta di più? La risposta è semplice: la qualità della comunicazione e l'efficacia del confronto al suo interno. Questo è sicuramente un aspetto su cui vale la pena investire per evitare passaggi alla concorrenza.
Da una recente ricerca emerge che gli utenti, in particolare, non vogliono una discussione con un addetto all'altro capo della linea che sembra disattento e poco propenso al supporto. Vogliono un approccio mirato, con una persona che conosca bene il tema in oggetto e in grado di offrire buoni consigli o una soluzione rapida e di successo. Eppure, oggi i presupposti per far sì che questo si verifichi sono più che mai infrequenti. In...