L'avvicinarsi delle elezioni europee riporta alla ribalta l'applicazione dell'IVA sulle spese elettorali. Una norma speciale (l'art. 18 legge 515/1993) ha previsto, a certe condizioni, l'applicazione dell'IVA nella misura ridotta del 4% a talune spese elettorali. Nel 1993 tali spese riguardavano “il materiale tipografico, attinente alle campagne elettorali, commissionato dai partiti e dai movimenti, dalle liste di candidati e dai candidati". La norma si è evoluta nel 2004, per opera dell'art. 7 L. 8.04.2004, n. 90, che intendeva estendere l'applicazione dell'aliquota IVA del 4% a nuovi beni e servizi, introducendo nel contempo vincoli soggettivi, temporali e territoriali.
I nuovi beni e servizi agevolati sono individuati in via tassativa: materiale tipografico, inclusi carta e inchiostri; spese per l'acquisto di spazi d'affissione, di comunicazione politica radiotelevisiva, di messaggi politici ed elettorali sui quotidiani e periodici, per l'affitto dei locali e per gli allestimenti e i servizi connessi a manifestazioni.
Qui l'Agenzia ha chiarito che i materiali devono esaurire la loro utilità nell'ambito della competizione elettorale (Circ. 19/2004). Per quanto riguarda l'affitto dei locali, gli allestimenti e i servizi connessi a manifestazioni, l'Agenzia aggiunge che deve trattarsi di beni e servizi acquistati per essere utilizzati in occasione di manifestazioni elettorali,...