Canone di affitto a un solo comproprietario, chi paga le tasse?
Sovente le controversie più complesse si svolgono in ambito familiare. È frequente che la proprietà dei fabbricati pervenga a causa di successione a una pluralità di congiunti e che possono insorgere dissidi sulla gestione.
Uno dei problemi più frequenti che interessa la disciplina tributaria, è la gestione da parte di uno solo dei comproprietari che procede alla locazione e intasca gli affitti a scapito degli altri proprietari. In questo caso, definito tecnicamente usurpazione, chi paga le tasse sul reddito? Anzitutto va premesso che, secondo il costante orientamento della giurisprudenza di legittimità, il contratto di locazione ben può essere sottoscritto da uno soltanto dei comproprietari avente la disponibilità materiale del bene.
Le conseguenze sotto il profilo dell'imputazione del reddito sono ben esplorate dalla sentenza della Cassazione 9.05.2019, n. 12332. I giudici ricordano che il legislatore ha previsto l'imputazione del reddito fondiario ai titolari indipendentemente dalla percezione. Il principio è stato ripetutamente giustificato dalla Corte Costituzionale secondo cui “la capacità contributiva, quale idoneità all'obbligazione di imposta, desumibile dal presupposto economico al quale l'imposta è collegata, può essere ricavata, in linea di principio, da qualsiasi indice rivelatore di ricchezza, secondo valutazioni riservate al legislatore, salvo il controllo di costituzionalità”.
Nella fattispecie in esame non trovano spazio i correttivi previsti in caso di mancata percezione per morosità accertata del conduttore, posto che qui il mancato incasso non dipenderebbe da tale...