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Imposte e tasse 16 Gennaio 2019

Canoni demaniali, il “costo” della concessione e i parametri OMI


Lo spunto per il presente contributo nasce da una recente pronuncia del Consiglio di Stato, sezione V, 26.11.2018, n. 6688 con la quale i giudici amministrativi hanno ribadito un certo filone giurisprudenziale sui canoni demaniali marittimi. Il canone è il corrispettivo dovuto dal concessionario allo Stato per l'uso del bene demaniale marittimo e la sua misura, per effetto dell'art. 39 del codice della navigazione (R.D. 30.03.1942, n. 327), è determinata nell'atto di concessione. Inizialmente fissata sulla base della legge n. 494/1993 (di conversione del D.L. 400/1993), la “misura” del canone ha conosciuto nel tempo alcune modifiche sostanziali in ragione dell'adeguamento apportato dal legislatore ai valori OMI (Osservatorio del mercato immobiliare) con il conseguente sensibile aumento, in particolar modo per le strutture fisse realizzate dal concessionario e ricadenti all'interno della concessione demaniale. Nello specifico, la legge n. 296/2006 (Legge Finanziaria 2007) all'art. 1, c. 250 ha promosso questo processo distinguendo, in primis, gli impianti e le aree afferenti a concessioni a “elevata” o “normale” valenza turistica, per poi indicare i nuovi coefficienti dei canoni aggiornati. Si è così giunti a determinare la misura del canone, ad esempio, per gli impianti di difficile rimozione di categoria A in 4,13 euro al metro quadrato, oppure, nel caso delle pertinenze,...

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