Associazioni sportive dilettantistiche e sport
22 Aprile 2026
Cassazione: requisiti per la deducibilità sponsorizzazioni sportive
L'ordinanza della Cassazione n. 8650/2026 traccia i confini tra spesa pubblicitaria e di rappresentanza e ricorda che la qualità della prova è decisiva.
La Cassazione torna sul nodo della deducibilità delle sponsorizzazioni sportive e detta, con l'ordinanza n. 8650/2026, una griglia di 4 requisiti cumulativi che l'impresa erogante deve rispettare per beneficiare del trattamento fiscale agevolato. Il principio di fondo, già consolidato in precedenti pronunce, è che i corrispettivi erogati, in denaro o in natura, a un ente sportivo dilettantistico si qualificano come spese pubblicitarie e risultano integralmente deducibili nell'esercizio di competenza sino alla soglia annua di 200.000 euro. Un'impostazione che, tuttavia, non opera in modo automatico: la Suprema Corte chiede riscontri concreti.La controversia esaminata nasce da un avviso di accertamento relativo al periodo d'imposta 2012, emesso dalla Direzione provinciale di Avellino nei confronti di una società operante nel settore edile. L'Ufficio contestava maggiori Ires e Iva, oltre sanzioni, per una pretesa superiore ai 20.000 euro, ritenendo non provata la natura pubblicitaria delle somme corrisposte a una compagine dilettantistica. La Corte di giustizia tributaria di primo grado aveva dato torto al Fisco; in secondo grado il verdetto si capovolgeva, sul presupposto che mancasse la dimostrazione di un'effettiva attività promozionale riconducibile all'anno di imputazione. Sul piano sistematico, la pronuncia ricostruisce con nitidezza la distinzione fra le 2 categorie di spesa:- le spese di pubblicità, per l'art. 108, c. 2, del Tuir, perseguono una finalità...