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Imposte e tasse 22 Ottobre 2019

Certificati CO2 (cd. “neri”) cedibili con Iva ordinaria

Confermata l'aliquota al 22% per la compravendita delle quote di emissione, considerate dal Fisco alla stregua di beni immateriali.

Le quote di emissione costituiscono, ai fini Iva, beni immateriali la cui compravendita rappresenta, ai sensi dell'art. 3, c. 2, n. 2) D.P.R. 633/1972, una prestazione di servizi da assoggettare all'aliquota ordinaria con applicazione del reverse charge ai sensi dell'art. 17, c. 6, lett. d-bis) D.P.R. 633/1972. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza 10.10.2019, n. 25492, ma si tratta, in realtà, di una conferma. Già in precedenza, infatti, si era espressa nei medesimi termini anche la stessa Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 71/E/2009 e con la risposta all'interpello n. 69/2018, ed è peraltro in linea anche con la sentenza 8.12.2016, causa n. C-453/15 della Corte di Giustizia Ue. I certificati CO2 possono essere definiti come “titoli immateriali” rappresentativi delle quote di emissioni in atmosfera di gas serra, conosciuti anche come “certificati neri”, frutto degli accordi raggiunti nell'ambito del trattato internazionale in materia ambientale per la riduzione del surriscaldamento globale noto come protocollo di Kyoto, sottoscritto in data 11.12.1997. I certificati, come definiti in ambito comunitario dalla Direttiva 2003/87/Ce e in ambito nazionale, da ultimo dall'art. 3, lett. pp) D.Lgs. 13.03.2013 n. 30, rappresentano "il diritto di emettere una tonnellata di biossido di carbonio equivalente per un periodo determinato", norma che ne stabilisce anche la...

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