Sembra davvero cambiata la percezione dei confini. O forse, non si ha proprio idea che possano ancora esistere. Dipenderà dalla globalizzazione, dai mercati aperti, dal turismo di massa o dalle migrazioni; in ogni caso, ci si muove con estrema libertà pensando di poter stare in ogni luogo e di avere lì relazioni come non era mai successo.
Le persone sono sempre state in movimento, per ricercare sussistenza o benessere, per curiosità, per formazione, ma mai come ora sembra che il mondo sia diventato un grande vicinato. Certo, i mass-media, la rete, gli aerei low cost hanno creato uno spazio comune e ognuno sente in qualche modo più vicino anche l'angolo più remoto del pianeta.
L'idea di vivere all'estero, di ricercare fuori dal proprio Paese di origine migliori condizioni è ritornato anche per gli italiani un'opportunità, in alcuni casi una necessità. Già da alcuni anni e soprattutto per i giovani.
Nel 2006 gli iscritti all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) erano 3,1 milioni, nel 2018 risultavano 5,1 milioni. E si tratta di cittadini stabilmente residenti all'estero, è una scelta di vita.
Nel 2018 l'incremento è stato del 2,8% per un totale di circa 140.000 persone emigrate: vuol dire che ogni anno l'Italia perde la popolazione di una città media.
Naturalmente sono soprattutto i giovani che si spingono a cercare fortuna in Europa...