Cessione d’azienda: rischi in agguato per debiti tributari pregressi
Le cessioni aziendali sono operazioni che devono essere sempre adeguatamente ponderate sotto vari aspetti, ricompresi i rischi correlati alle responsabilità di carattere fiscale che ne possono derivare.
Nel caso in cui è parte di un’operazione di cessione d’azienda in qualità di cessionario, il contribuente che vuole evitare di vedersi addebitata la responsabilità per debiti di imposta relativi al triennio anteriore alla data di stipula della cessione di azienda, deve attivarsi per richiedere ai competenti uffici dell’Amministrazione Finanziaria e agli enti che si occupano dei tributi facenti parte della loro competenza, una certificazione avente a oggetto l'esistenza di "contestazioni in corso" oltre che delle contestazioni eventualmente già definite per le quali i debiti non risultano comunque ancora pienamente soddisfatti.
Si tratta di un adempimento che, ove si concluda con il rilascio di un certificato attestante la totale assenza di contestazioni in corso o di contestazioni "già definite", provoca un vantaggioso effetto liberatorio in capo al cessionario che si appresta a operare un’acquisizione aziendale (Cass. civ., Sez. V, Sent. 31.03.2023, n. 9085).
Nelle operazioni che riguardano la cessione d’azienda può accadere che l’impresa cessionaria venga successivamente chiamata a rispondere delle pendenze tributarie pregresse, riferite a controversie pendenti di pertinenza dell’azienda acquisita. Si tratta di un problema di non poco conto, in considerazione delle conseguenze che può comportare una simile “chiamata in causa”.
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