Cessione del contratto di leasing per il professionista
Continua il processo di assimilazione tra reddito da lavoro autonomo e reddito di impresa. Questa volta è un interpello che spinge l’Agenzia delle Entrate ad aggiungere un'altra tessera del mosaico.
La vicenda è semplice. Un professionista intende cedere un contratto di leasing immobiliare stipulato per l’acquisto del proprio studio. Ebbene, il professionista rileva che la normativa tributaria, e l’art. 54 del TUIR in materia di lavoro autonomo in particolare, nulla prevede al riguardo.
Il reddito da lavoro autonomo, infatti, storicamente determinato come differenza tra compensi e spese, solo dal 2006 comprende anche le plusvalenze sui beni strumentali. La natura dei proventi da cessione di contratti di leasing non è chiara, per questo il legislatore tributario, nell’ambito del reddito d’impresa, ha ritenuto di assimilarli a sopravvenienze attive determinate in base al valore normale del bene sottostante (art. 88, c. 5 del TUIR). Si tratta chiaramente di una scelta con finalità antielusive che non è stata, invece, replicata in riferimento al reddito da lavoro autonomo, ma che preclude alla tassazione di tali proventi quali plusvalenze. Parrebbe quindi che la cessione del contratto di leasing fuoriesca dalla base imponibile, con un risultato obiettivamente illogico in quanto la cessione diretta del bene è esplicitamente attratta nell’imponibile - eventualmente con le modalità della tassazione separata - ai sensi del dell’art. 54, c. 1-bis. Sebbene non vi sia traccia nel testo della norma di un riferimento alla rilevanza tributaria della sopravvenienza attiva per il lavoratore autonomo,...