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Imposte e tasse 08 Marzo 2023

Cessione intracomunitarie B2B ai no Vies, con Iva interna senza OSS

Niente disciplina delle cessioni a distanza B2C ma, salvo per il “gruppo dei 4”, Iva interna. È questa la corretta interpretazione della disciplina Ue che trova conferma nella risposta all'interpello 1.03.2023, n. 230.

Non può essere applicata la disciplina delle cessioni a distanza B2C quando il cessionario di una spedizione intracomunitaria è un soggetto passivo (azienda o professionista) non iscritto al VIES. Questa l’interpretazione che trova conferma nella risposta dell'Agenzia delle Entrate n. 230/2023, tranne per il caso (non così facilmente individuabile, nda) in cui il cessionario no VIES rientri nel cosiddetto “gruppo dei 4”. La precisazione, condivisibile in punto di diritto, richiede di elevare l’attenzione poiché non sono rari i casi in cui gli operatori, affidandosi ai percorsi automatizzati delle piattaforme, sbagliano a qualificare dette cessioni assoggettandole all’Iva del Paese di destinazione attraverso (laddove vi abbiano aderito) lo sportello OSS (con la dichiarazione trimestrale), invece che ad Iva in regime interno (con la dichiarazione annuale). Com’è noto, nel B2B, le cessioni intracomunitaria di cui all’art. 41, c. 1, lett. a) D.L. 331/1993 (art. 138 Direttiva 2006/112/CE) sono non imponibili nel Paese del fornitore a condizione (fra le altre) che il cessionario comunitario sia iscritto nel VIES e comunichi detto numero al fornitore (note Commissione UE dicembre 2019). Lo sancisce dal 1.12.2021 anche il comma 2-ter del citato art. 41. Nel caso oggetto dell’interpello l’istante, che effettua cessioni a distanza attraverso un sito web, chiedeva se, nel caso di...

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