Consulenza aziendale, commerciale e marketing
03 Settembre 2026
Che ci faccio qui
Tra norme polisenso, clienti diffidenti, piattaforme low cost e un’intelligenza artificiale che promette infallibilità, il lavoro di commercialisti e consulenti del lavoro diventa un equilibrio emotivo e tecnico sempre più fragile. Ho immaginato un incontro con il giornalista Domenico Iannacone.
Non appena l’illuminante giornalista Domenico Iannacone tornerà in viaggio con il suo splendido programma alla ricerca di storie silenziose, complesse e dimenticate, storie che attendono di essere ritrovate e raccontate, forse verrà a cercare anche me, per capire se questo commercialista, questo consulente del lavoro, si sia salvato o smarrito lungo la strada. Temo che troverà una persona in cerca di una sorta di “terapia per sani”, attraversata da uno squilibrio emozionale inatteso, impaurita nel tentativo di controllare e gestire un mondo professionale che diventa, giorno dopo giorno, più complesso. Gli racconterò dei miei dilemmi morali, delle angosce, dei conflitti etico professionali, della mia crisi di significato. Gli parlerò del senso di vuoto e dell’ansia generata da un cambiamento che percepiamo in peggioramento, della crescente difficoltà nel gestire i rapporti con i clienti, della fatica nel conciliare le esperienze maturate con le convinzioni che mi hanno portato fin qui. Gli dirò che non è vero ciò che si crede in giro. Noi liberi professionisti non godiamo affatto di privilegi in termini di libertà, autonomia o orari autogestiti. Non è vero che la vita privata è così flessibile da permetterci di modellare le ore di lavoro con le esigenze familiari. Non sono veri neppure quei lauti redditi che, impropriamente, ci vengono attribuiti. Magari! Partirò dall’inizio, raccontandogli che, come molti, probabilmente non ho intrapreso questa...